Come alcuni di voi ben sapranno, la settimana scorsa Roberto Saviano è stato ospite a L’era glaciale, programma condotto da Daria Bignardi su Raidue. Gli argomenti erano molteplici, ma ovviamente mirati sull’argomento ‘camorra’ e ‘Napoli’, di cui lo scrittore è tanto informato.

Il sentimento che ho provato, da piccolo terrone napoletano quale sono, guardando il programma è disgusto verso la mia città, e una forte rabbia verso tutto gli abitanti che la popolano. Purtroppo è un sentimento dettato dalla mala informazione che gira intorno la figura di Saviano, poiché visionando i video delle interviste ai ragazzi napoletani che la Bignardi ha mostrato, si intuisce solo che addirittura il napoletano medio vede la camorra come “qualcosa che, a differenza dello Stato, funziona”. Ma stiamo scherzando?

Roberto Saviano ha scritto Gomorra, libro d’informazione (con sfumature romanzate) che ha alzato meno polveroni di quanti tutti noi, fiduciosi nel cambiamento, avremmo voluto. Però Roberto da anni è sotto scorta per aver scritto quelle parole, imprigionato nella sola informazione che ha dato, mentre chi merita la prigione respira aria pulita, mentre riesce a uscirne fuori addirittura come ‘eroe dello stato’.

Io, con un completo disdegno verso la mia città, ammiro Roberto Saviano per il suo coraggio, e gli sono vicino, per quanto queste parole possano importare, nella sua prigionia sminuita da incomprensione e ignoranza. Era preparato alle parole che i ragazzi napoletani dicevano su di lui (“Ha infangato la nostra città”), ma lo vedevo, ovviamente, incazzato nel suo sorriso tranquillo. E’ un eroe, perché per fortuna non sono il solo ad apprezzare ciò che fa e ha fatto; però sentirsi paragonare addirittura ai boss che ammazzano le persone a sangue freddo non deve essere bello da sentirsi dire, soprattutto con la vita che sta facendo dopo ciò che ha detto su loro.

Ma davvero vogliamo che il nostro paese sia questo? Un giornalista, uno scrittore, scrive la verità, scrive di ciò che accade, vedendo la sua vita distruggersi con quell’articolo. Il vero punto della ‘libertà di stampa’ di cui spesso si parla ultimamente è non lo scrivere di ciò che si vuole, ma di non subire dopo le conseguenze che solo un paese sotto regime può avere. Vieni denunciato per diffamazione, per calunnia. Sei un comunista, un farabutto, sei un pezzo di merda. Non sei un grande giornalista, che per quanto tu possa aver avuto il coraggio di scrivere un grande libro di informazione, vuoi le tue lodi, ma anche che ti si riconosca che non hai fatto altro che fare bene il tuo lavoro. Saviano, durante l’intervista dice:

« La libertà di stampa per cui ho firmato io è la libertà di lavorare serenamente (..) Quanto tu scrivi devi sapere che quello che scrivi verrà criticato e attaccato da un opinione diversa, e non che ciò che scrivi verrà pagato con la tua vita quotidiana (..) Per scrivere serenamente, e non pagare con la propria vita privata un’opinione. »

Per non citarvi Enzo Biagi, mi viene in mente Anna Politkovskaja, giornalista russa che pagò con la vita la sua dedizione al lavoro, al semplice lavoro, dell’informazione sulla guerra in Cecenia -argomento da sempre spinoso, e su cui non c’è nulla, ma proprio nulla, che quadri-. Lei disse:

« Sono una reietta. È questo il risultato principale del mio lavoro di giornalista in Cecenia e della pubblicazione all’estero dei miei libri sulla vita in Russia e sul conflitto ceceno. A Mosca non mi invitano alle conferenze stampa né alle iniziative in cui è prevista la partecipazione di funzionari del Cremlino: gli organizzatori non vogliono essere sospettati di avere delle simpatie per me.
Eppure tutti i più alti funzionari accettano d’incontrarmi quando sto scrivendo un articolo o sto conducendo un’indagine. Ma lo fanno di nascosto, in posti dove non possono essere visti, all’aria aperta, in piazza o in luoghi segreti che raggiungiamo seguendo strade diverse, quasi fossimo delle spie.
Sono felici di parlare con me. Mi danno informazioni, chiedono il mio parere e mi raccontano cosa succede ai vertici. Ma sempre in segreto. È una situazione a cui non ti abitui, ma impari a conviverci. »

Ma davvero vogliamo vivere in mondo così? Dove chi lavora per noi scrivendo solo le proprie opinioni rischi la vita? Davvero crediamo che i soldi, bene materiale che non ci porteremo nella tomba, alla fine della nostra vita mortale, siano più importanti di una vita che ha il coraggio di dire cose che pensiamo tutti?

L’indifferenza dettata dai soldi mi fa solo schifo, e alcune persone prima di parlare di altre persone dovrebbero sciacquarsi la bocca.

ONU svegliati!

28 settembre 2009

Probabilmente è cosa nota, ma voglio ugualmente perdere qualche riga in un breve preambolo, a mio avviso essenziale, su cosa siano effettivamente le Nazioni Unite, perché è facile dire ONU, ma poi mica è detto che si sappia di cosa stiamo parlando.

L’ONU, acronimo di Organizzazione delle Nazioni Unite, è la regina delle organizzazioni, il più importante organismo internazionale ed intergovernativo, nata nel 1945, non a caso al termine del secondo conflitto mondiale, allo scopo di mantenere la pace mondiale e in particolare è dedita alla cooperazione internazionale in materia di sviluppo economico, progresso socioculturale, diritti umani e sicurezza. Tante belle parole, perché la pace non c’è, quindi vorrei sapere cosa si prefigge di mantenere, con i tempi che corrono di tutto si può parlare tranne che di “sviluppo” economico, i diritti umani esistono solo sulla carta e la sicurezza è in bilico perenne, insomma questa ONU mi pare un tantino inefficiente.

Lo scorso giovedì un certo Mahmud Ahmadinejad, Capo di Stato iraniano, ha preso la parola davanti all’Assemblea esponendo alcune sue posizioni riguardanti, tra gli altri, il conflitto tra Israele e Palestina e, guarda caso, la delegazione israeliana voleva boicottare il suo discorso in partenza, dunque mi chiedo: semplice antipatia o paura di verità scomode?

Fatto sta che il Presidente si è esposto, seppur davanti ad un aula quasi deserta, segno di protesta di quei rappresentanti che non avevo intenzione di ascoltare le presunte fandonie che avrebbe sciorinato, ed ha attaccato Israele senza mezzi termini, perché di certo non è uno che le cose le manda a dire. Ha parlato dello Stato ebraico come di un “regime sionista che attua politiche inumane contro i palestinesi” il che non fa una piega, è oggettivamente vero, sono ebrei, aderenti al movimento sionista ed hanno la pretesa di dettar legge su un suolo non loro cacciando i legittimi autoctoni a suon di cannonate, proprio personcine per bene.

Poi ha aggiunto “Non e’ più accettabile che una piccola minoranza possa dominare la politica, l’economia e la cultura di gran parte del mondo” e anche qui non gli possiamo certo dare torto perché se la maggior parte degli stati occidentali e dell’opinione pubblica internazionale sono schierati contro i palestinesi, quelli che a regola dovrebbero di diritto vivere in Palestina (lo dice il termine stesso, è filologico), è per il semplice fatto che l’ebreo ha il soldo, per comprarsi le armi, i favori e soprattutto gli alleati, mentre il palestinese muore di fame e si sa che quando entrano in gioco i bigliettoni l’etica, il diritto e la morale vanno a farsi benedire.

Infine, riferendosi più o meno esplicitamente agli Stati Uniti, ma anche all’Europa, ha osato sostenere che “chi vive a migliaia di chilometri dal Medio Oriente invia truppe per compiere una guerra violenta, sanguinosa, per aggredire, terrorizzare e intimidire” ed ha perfettamente ragione, perché sarà anche un dittatore sanguinario che reprime le libertà fondamentali del suo popolo ed ha raggiunto il potere in maniera illecita, ma sulla questione palestinese è l’unico che vede le cose come stanno!

Qui non si tratta di essere anti-semiti, o forse si, ma è soprattutto questione di ragionare oggettivamente sulla realtà dei fatti, perché lo Stato di Israele è nato dal nulla su un suolo già regolarmente occupato da uno stato di diritto, la Palestina, e pretende pure di comandare..OH? Ma dove siamo? Mi sa che questi ebrei sono i primi che con i diritti umani ci si puliscono le terga!

Dice bah, ma poverini, Hitler ne ha uccisi 6 milioni. Dunque? Di Ucraini ne sono morti 11 milioni nei campi di sterminio nazisti, ma non hanno mai rotto i coglioni a nessuno!

Poi si sono fissati che devono star lì, proprio lì, perché quella è la Terra Promessa, ma scusa, Jahvè a suo tempo vi disse “Andate e disperdetevi!” (non per nulla l’han chiamata Diaspora) e allora forza, disperdetevi e smettiamola con questa partitella a Risiko.

In ultimo non capisco perché un dittatore altrettanto sanguinario come un tale Gheddafi, che per altro ha RIFIUTATO LA CARTA DELL’ONU (!!!), abbia il diritto di salire sul pulpito, infliggere all’Assemblea una filippica di un’ora e mezza, quando ogni rappresentante ha a disposizione 15 minuti, dicendo che secondo lui la stessa ONU è colpevole di terrorismo e che “Non dovrebbe essere chiamato Consiglio di Sicurezza ma Consiglio del terrore” e venire ascoltato da tutti senza proteste e senza indignazione.

Sai cosa, io a Mahmud gliela darei volentieri la bomba atomica.

Il fatto è che il mondo è uno. Il problema, invece, è che ci sono persone, alquanto potenti e, si presume anche, intelligenti che non lo sanno. O meglio: l’età del mondo è la durata della loro vita. Quello che è venuto prima ormai non si può cambiare, è giusto, ma non può neanche insegnarci qualcosa, e quello che verrà, be’, non sono problemi loro. Tanto non ci saranno più.

E possiamo parlare delle guerre. Miliardi spesi per uccidere. Oppure possiamo parlare delle multinazionali che sfruttano i lavoratori (Nike, Adidas, Benetton, per citarne alcune), oppure ancora del giro d’affari mafioso che c’è dietro al petrolio. Insomma, questo mondo è da fare da capo. Certo che non è un problema dei potenti, poiché loro stanno bene. Per loro i problemi sono favole che si raccontano prima di andare a dormire, o per far mangiare il figlio. “Mangia se no il buco dell’ozono di brucia!”.

Saltando la passività che ha l’uomo nel risolvere i problemi, oggi vi parlerò di un fatto grave che prevede la fine del mondo in brevi tempi di realizzazione. No, non parlo del 2012, ma dell’inquinamento atmosferico, che non solo sta facendo aumentare sensibilmente la temperatura del pianeta, ma che questa ascesa porterà gravi conseguenze, come lo scioglimento dei ghiacci e la relativa immersione di gran parte della terra ferma.

Andiamo con ordine. Che cos’è il buco dell’ozono? La ozonosfera è uno strato di ozono che protegge noi, essere viventi (anche piante e animali), filtrando i raggi UV del sole. Dalla fine degli anni settanta ci sono scienziati che hanno iniziato a porsi delle domande, che hanno portato a delle risposte, che hanno portato alla scoperta del buco dell’ozono. In pratica, nelle stagioni primaverili, lo strato di ozono è più sottile ai due poli della stratosfera, e cioè lo strato nell’atmosfera che circonda la Terra, al cui interno ha il famoso strato di ozono che ci protegge. Cosa significa? Che negli ultimi quarant’anni la temperatura del mondo è salita perché non ci possiamo muovere che facciamo casino.

Nonostante i protocolli di Montreal e di Kyoto, trattati internazionali che hanno come obiettivo principale hanno quello di ridurre le emissioni dei gas pericolosi, la situazione continua a peggiorare. Ma quali sono le cause? Il gas più cattivo è biossido di carbonio, più comunemente chiamato anidride carbonica (CO2). Formato da un atomo di carbonio e due di ossigeno, come avrete imparato a scuola è molto importante per i processi di vita degli animali e delle piante, ma è anche pericolo se presente in grande quantità. E, purtroppo, è il gas serra più presente nell’atmosfera. Cosa significa? I gas presenti nell’atmosfera emettono e assorbono tutto quello che dà la terra, dall’atmosfera stessa, e le nuvole. Se lo strato è spesso (come ci stiamo preoccupando che questo si ingrandisca) questo fa sì che il calore non esca dall’atmosfera, e fa più caldo, ma nello stesso momento arrivano sempre nuovi raggi dal sole. Quindi? Quindi la temperatura aumenta (il fenomeno dell’effetto serra).

Noi, andando in auto, emettendo gas dalle fabbriche, aumentiamo l’anidride carbonica presente nell’aria, e quindi aumentiamo lo strato d’ozono presente nell’atmosfera, inquinando, sì, ma anche aumentando tutti quegli effetti sopra elencati che ci porteranno alla morte certa entro la fine del secolo. E qui non parlo di leggende come quella del 2012, ma di veri e propri dati raccolti e studiati, che purtroppo si aggravano da controllo a controllo, fino ad arrivare a un punto in cui non si potrà tornare indietro.

Fatto sta che i governi continuano a ignorare questi dati allarmanti. Nonostante i protocolli, e stupide domeniche senza l’auto, infatti, non si sono molto impegnati a risolvere questo problema. Il fatto è che ci sono energie alternative che possono muovere un auto, ma a minor costi, e senza l’uso della benzina (prodotta con il petrolio che comunque finirà tra una trentina d’anni). Perché fanno sempre i coglioni? Perché sono così ottusi? Non siamo pronti ad assumerci le nostre responsabilità, e questo non è un problema (solo) dell’Italia ma dell’intero mondo. Ci annoiamo, ma le cose da fare ci sono.

Pharmapsychosis

18 settembre 2009

Giustamente. Giustamente i media ci stanno spaventando a morte per quel che riguarda la Nuova Influenza stagionale, per gli amici Influenza A/H1N1. Le ragioni che spingono la gigantesca macchina dell’informazione a cimentarsi in quella che è, a mio avviso, una certosina campagna terroristica, non sono certo l’altruismo o lo spirito misericordioso, bensì una chiara manovra capitalisitica, infatti qui, belli miei, hanno tutti da guadagnarci. Ci vogliono sani perchè la crisi c’è, e il caro capitalista proprio si rompe le palle a pagare un operaio malato, e stiamo attenti a non farci sentire perchè, anche se non riusciamo a vederlo, dall’alto della sua autorità il caro Brunetta potrebbe prendersela anche con noi, e con voi che leggete e non producete.

La seconda vera questione sono gli introiti spaventosi delle case farmaceutiche. Io me li immagino i team di ricerca che tutte le estati si mettono lì e fanno la ‘danza del virus’ sperando che il virus in questione sia proprio quello che hanno trovato, e con questo, il vaccino. Vaccino, che parola incantevole. Se si riconosce il virus diventa facile trovarne la cura, dovrebbe almeno, e i nostri prodi ricercatori l’hanno già trovata eh (Brunetta stai leggendo vero?) un bel vaccino di pronto utilizzo. Il suddetto però è disponibile solo da ottobre in poi, nel frattempo ci contagiamo allegramente e quindi l’utilità vera di quel vaccino, penso sarà pari a quella del sole a mezzanotte. Si perchè il virus di per sé mica è letale, non parliamo di botulino piuttosto che di polmonite, parliamo di influenza.

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Lo scorso fine settimana, mentre noi comuni mortali ce ne stavamo a studiare-lavorare-ubriacarci-scopare-riposare-cazzeggiare e chi ne ha più ne metta, a Gubbio, ridente comune in provincia di Perugia (che poi uno pensa “Perugia=Umbria=zona rossa, ma i tempi sono cambiati.si.quindi no, non ci pensate nemmeno) si svolgeva la tre giorni di Scuola di Formazione Politica dei Giovani del Pdl. Anzitutto abbiamo sciolto un bell’enigma: gli fanno effettivamente fare un corso per diventare i politici, leggi “delinquenti-leccapiedi”, di domani, perché davvero non ci poteva stare che un essere umano potesse nascere ad immagine e somiglianza della discendenza politica berlusconiana (devo dire che la questione un po’, molto poco, ma mi solleva).

Ecco come funziona: in breve, il branco di giovani screanzati in questione si reca in loco, solitamente un Hotel dalle 4 alle 5 stelle di una città scelta, non so su quali basi, dalle dirigenze, leggi “La Meloni” (bella ragazza..ma è seriamente una trentenne???), ed alloggia ivi per 2-3-4 giorni rigorosamente a spese dello Stato, leggi “noi poveri contribuenti”, allo scopo di partorire nuove strategie politiche. Non voglio dilungarmi oltre, sennò mi sopraggiunge il solito travaso di bile, ma fatto sta che in queste occasioni non può certamente mancare la presenza di qualche esponente de “Il Partito”.

Analizziamo in questa sede l’intervento del Ministro Brunetta (Ministro per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione..qui non ho parole davvero-davvero).

Non avendo avuto il tempo, la voglia, probabilmente la capacità, di prepararsi un discorso decente da sciorinare alle giovani leve, accende la TV e si ricorda che è in corso la 66esima Mostra del Cinema di Venezia e BINGO! Se la prende con i cineasti, i musicisti, gli attori, i registi e simili.

Con toni da sollevatore di folle, manco fosse su un balcone a Predappio (uno a CASO eh), inizia a gettare infamie di ogni tipo su questo o quel rappresentante di questa o quella forma d’arte e allora viene fuori che “Ci sono orchestrali che mettono insieme orchestre che suonano poco per avere sussidi statali e poi si fanno il complessino loro”. Eh? Ma che film hai visto Renato?

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Oggi non parlerò di politica. L’altro giorno, in quei pochi minuti di relax che riesco a concedermi, mi sono imbattuto in un episodio bellissimo dei Simpson, il fortunato cartone animato che è ormai storia. L’episodio in questione, numero 22 della quindicesima stagione, vede protagonista il signor Burns, che scopre di non essere popolare quanto credeva. Dopo un incidente in montagna tutti credono sia morto, ma nessuno lo elogia o lo ricorda come lui avrebbe voluto. Così decide di guadagnarsi il favore del popolo e dell’informazione… Comprandosi tutto ciò che è informazione.

Acquista il canale di informazione popolare, il tg presentato da Kent Brockman, che inizia a parlare bene di lui quando prima sparava a zero sulla sua morte. E non solo. Acquista anche il canale che trasmette Grattachecca e Fichetto, e fa produrre episodi in cui i due personaggi dei cartoni animati elogiano l’energia nucleare, che, come ben sapete, è il campo del signor Burns.

Tutti iniziano a parlar bene e del signor Burns. Prima lo odiavano, e forse continuano a odiarlo, ma improvvisamente nessuno ci fa più caso perché l’opinione di massa è stata inquinata. E lui, non volendo fare buone azioni per guadagnarsi il rispetto, lo compra, e nella sua avidità, non ha rimpianti e dorme proprio bene la notte.

La sua immagine è dettata da lui stesso. Io di me potrei dire tutto, ma in realtà sono i fatti ciò che fanno una persona. In questo modo, lui fa, e si sente la libertà di fare, tutto ciò che vuole, che tanto può nascondere, evitare di dire, manipolare e abbellire con bugie tutto ciò che vuole, in modo che l’opinione pubblica venga illusa dal suo falso faccino sorridente. Lui è la vittima. Lui è il messia. Lui non fa sesso da anni. Lui ha un superpisello. Ah, scusate. Stavamo parlando sei Simpson, ma mi sono distratto un po’.

In questo stato laico il papa di turno si è sempre sentito in obbligo di dire la propria. Oltre al diffondere la pace è amore, di cui i suoi religiosi ne sono pieni, ha sempre espresso con estremo egocentrismo la sua opinione su ogni questione di dominio pubblico, o il fatto di turno che andava ‘di moda nei media’. La sua presenza nel nostro paese, a parer mio, ci darà sempre un handicap che ci limiterà su ogni punto di vista.

Questa volta, però, cosa leggono i miei occhi? Che il vaticano si esprime sulle scuole, e in particolar modo sull’ora di religione. Qualcosa del suo campo di gioco, insomma. E’ stato detto:

“L’insegnamento dell’ora di religione nelle scuole non può essere sostituito con lo studio del fatto religioso di natura multiconfessionale o di etica e cultura religiosa”.

Uhm, ma perché nell’ora di religione NON si studia già il fatto religioso di natura multiconfessionale? Ma scusate, non si chiama ‘ora di religione’? Ma allora cosa si insegna durante quell’ora?

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